Angelica Vittoria Tamborini
Informazioni
Progetti
05
Rock Your Mind
Residenza Artistica Dolomiti Contemporanee
2025
Borca di Cadore
2025
Durante una residenza a Borca di Cadore, ho scelto di concentrarmi sulla roccia, dalle grandi masse rocciose fino alle pietre più piccole, naturali o integrate nello spazio urbano.
Eventi climatici estremi, come le frane avvenute nei giorni precedenti, hanno reso evidente come il paesaggio sia un organismo in continuo mutamento.
Attraverso l’osservazione e l’attraversamento di questi cambiamenti, il lavoro cerca di instaurare una relazione diretta e sensibile con la materia rocciosa. Da questa esperienza è nato il desiderio di entrare in contatto fisico con le rocce e di restituire l’incontro in una forma concreta, al tempo stesso visiva e tattile. Il progetto unisce l’interesse per le rocce a quello per l’estetica del disegno tecnico e delle planimetrie.
Attraverso un gesto ripetuto e performativo, le superfici rocciose vengono esplorate e tradotte in tracce che ne registrano texture, venature e stratificazioni. Ogni intervento genera una sorta di impronta, una “roccia personale”, che viene poi restituita all’ambiente in prossimità del luogo di origine. La stratificazione diventa così un elemento centrale del lavoro: nel gesto, nella sovrapposizione delle forme e nella memoria del processo, che si rinnova e si trasforma a ogni incontro.
Attraverso l’osservazione e l’attraversamento di questi cambiamenti, il lavoro cerca di instaurare una relazione diretta e sensibile con la materia rocciosa. Da questa esperienza è nato il desiderio di entrare in contatto fisico con le rocce e di restituire l’incontro in una forma concreta, al tempo stesso visiva e tattile. Il progetto unisce l’interesse per le rocce a quello per l’estetica del disegno tecnico e delle planimetrie.
Attraverso un gesto ripetuto e performativo, le superfici rocciose vengono esplorate e tradotte in tracce che ne registrano texture, venature e stratificazioni. Ogni intervento genera una sorta di impronta, una “roccia personale”, che viene poi restituita all’ambiente in prossimità del luogo di origine. La stratificazione diventa così un elemento centrale del lavoro: nel gesto, nella sovrapposizione delle forme e nella memoria del processo, che si rinnova e si trasforma a ogni incontro.